La vitamina D migliore il decorso del tumore al seno
La vitamina D ad alti livelli si correla ad un minor tasso di mortalità ed ad una minore progressione del tumore al seno in contrasto con una sua carenza, che si correla ad una maggiore progressione del tumore al seno
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27 Nov Tumore al seno: attenzione alla vitamina D!

La carenza di vitamina D è correlata ad una progressione del tumore al seno e alla formazione di metastasi, secondo quanto pubblicato nel 2016 in uno studio (Stanley Lipkowitz, et al., Center for Cancer Research, journal Endocrinology Marzo 2016) in cui sono state usate colture cellulari ed esperimenti in vivo. Dagli autori è stata riscontrata una associazione fra i livelli di vitamina D e l’espressione del gene ID1, un oncogene coinvolto nella crescita del tumore e nella formazione di metastasi di alcuni tipi di tumore al seno. La vitamina D presente nei cibi, assunta tramite integratori o prodotta dall’organismo in risposta alla luce solare, viene convertita in calcitriolo, un ormone che  a sua volta si lega al recettore della vitamina D, che regola alcuni geni associati con il tumore al seno. Questo il probabile meccanismo di azione suggerito.

Alti livelli di vitamina D sono positivi in caso di tumore al seno

L’importanza della vitamina D nel decorso del tumore a seno è stata messa in evidenza da un altro studio pubblicato su JAMA Oncology (Song Yao et al.JAMA Oncol. 2017;3(3):351-357. doi:10.1001/jamaoncol.2016.4188) in cui gli autori hanno visto che la vitamina D ad alti livelli rappresenta un beneficio in termini di prognosi del tumore al seno, correlandosi ad  un minor tasso di mortalità ed ad una minore progressione del tumore. Si tratta di uno studio effettuato su 1666 donne con diagnosi di tumore al seno ed età media di 58,7 anni, nelle quali sono stati determinati i livelli ematici di vitamina D e l’analisi del decorso della malattia è stato fatto a 12, 24, 48, 72, e 96 mesi. I livelli di vitamina D erano più bassi nelle donne con tumore in stato avanzato e i più bassi di tutti nelle donne in fase pre-menopausa e con tumore triplo-negativo. I livelli di vitamina D sono risultati inversamente proporzionali alla gravità della malattia. In queste pazienti alti livelli di vitamina D sono risultati associati con un decorso migliore della malattia e una mortalità più bassa. Un terzo delle donne analizzate con livelli di vitamina D più alti avevano un rischio ridotto per tutte le cause di morte. L’associazione è risultata più grande nelle donne in fase pre-menopausa, nelle quali è stata notata anche una diminuzione della mortalità specifica per il tumore al seno.

Il ruolo della vitamina D è adesso chiaro

Quest’ultimo studio definisce meglio il ruolo che la vitamina D gioca nel tumore al seno. Dati precedenti infatti suggerivano che la vitamina D non avesse nessuna influenza sullo sviluppo del tumore al seno. Nel 2013 è stata fatta una meta-analisi dei vari studi sul collegamento fra vitamina D integrata nella dieta e tumore al seno. Soltanto due di questi sono rientrati nei criteri scelti per l’ammissibilità all’analisi statistica, selezionando così 5372 donne in fase post-menopausa, in cui né il dosaggio né la modalità di somministrazione della vitamina D era risultata influenzare significativamente il rischio di sviluppare il tumore al seno, anche se comunque l’efficacia del trattamento è stata maggiore quando la vitamina D è stata somministrata ad alto dosaggio e in combinazione con calcio (Sperati et al. PLOS ONE 2013; 8(7): e6926 2013). La vitamina D sembra quindi essere importante non tanto per lo sviluppo del tumore al seno quanto per il suo decorso meno grave se non c’è carenza di vitamina D.

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